Il Prigioniero (1967)

Né io né George sappiamo come comportarci. Rover maledetto! Avrebbe dovuto solcare le acque ed inseguire i prigionieri, per spaventare i telespettatori… ma non è niente di come ce lo aspettavamo. Alla prima scena sull'acqua è affondato e abbiamo dovuto farlo riparare. E come se non bastasse è ridicolo… volevamo creare un veicolo ma era troppo pesante, e ci siamo ridotti ad avere una specie di tosaerba radiocomandato. 
Nessuno si spaventerà per un tosaerba, ci arriveranno valanghe di lettere che ci ricorderanno che “i protagonisti sono scemi, basta salire su un albero per scappare da un tosaerba!”
Dobbiamo assolutamente iniziare le riprese domani, se non troviamo il modo di far funzionare il “Rover” possiamo chiudere la produzione. 
Faccio cenno alla cameriera di portarci altre due birre. 
George si sporge verso di me. «Beh, Patrick, sembra che dovremo chiudere la produzione del Prigioniero prima di iniziare la serie.» 
«Forse non avrei mai dovuto rifiutare un'altra stagione di Danger Man.»
«Dai, non fartene una colpa, dopo tre stagioni avevi pure diritto a chiedere di cambiare ruolo…»
George scola la birra, allenta il suo colletto e si stravacca sulla sedia. 
Faccio lo stesso. Mi colpisce la forma delle lampade che illuminano questo ristorante! Sono bianche, lisce ed anche inquietanti. 
Comincio ad ansimare. «George! George, siamo salvi.» 
George sembra avermi letto nel pensiero «Oh sì, Patrick. Puoi dirlo forte, siamo salvi!» 
Salto su una sedia per osservare meglio la lampada… una forma così semplice può davvero terrorizzare i telespettatori.
«Abbiamo trovato la sostituzione del Rover! Dobbiamo chiamare subito Londra e vedere se ci possono portare immediatamente dei palloni bianchi…»

 

Un uomo corre ad alta velocità per le strade di Londra con la sua auto sportiva. Entra in un garage, percorre una serie di corridoi anonimi e raggiunge un ufficio, dove consegna, adirato, la sua lettera di dimissioni ad un burocrate. A casa l'uomo comincia a preparare le valigie, inserendovi dentro vestiti e passaporto. Un gas penetra nel suo appartamento e così l'uomo cade a terra svenuto. Quando rinviene l'uomo si ritrova prigioniero in una cittadina misteriosa.

L'uomo viene così portato al cospetto dell'amministratore del villaggio, una persona dal nome "Numero 2", che gli annuncia che da ora tutti lo conosceranno come "Numero 6" e che il motivo per cui è stato portato lì è per conoscere il motivo per cui ha dato le proprie dimissioni dall'intelligence britannica. Il conflitto principale è messo in moto dalla continua lotta fra Numero 6, che professa sempre di essere un uomo libero e di non essere un numero, e il Numero 2, il cui interprete cambia di episodio in episodio ma il cui obiettivo è sempre quello di spezzare Numero 6 in modo da carpirgli i segreti che aveva appreso durante il suo lavoro come agente segreto. Solo in tre episodi Numero 2 sarà interpretato da Leo McKern.

Gli altri residenti del villaggio hanno anche loro dei numeri, ma non è dato sapere con certezza se siano prigionieri oppure guardiani in incognito. Questo rende difficile l'organizzazione di una fuga, ed in ogni caso chiunque disobbedisca agli ordini dei custodi oppure venga avvistato fuggire dovrà fare i conti col Rover, il spaventoso ed iconico guardiano del villaggio.

Quella del Prigioniero è una serie composta da 17 episodi, non sempre riusciti perfettamente, filmata fra il 1966 e il 1968. Gli elementi di spionaggio e di fantascienza fanno da sfondo ad una vicenda dai toni oscuri con episodi che trattano temi come il furto di identità, l'efficacia dell'indottrinamento coatto oppure l'obbedienza e la fedeltà ai propri principi.

Il Prigioniero come serie non è mai stata uguagliata, forse perché non ha una storia dove mette in maniera netta il ”bene contro il male“ ma tratta di “un uomo che cerca di sopravvivere e sovvertire un ambiente che lo vuole schiacciare e piegare per i propri scopi…”.

Nel Prigioniero non è nemmeno tanto chiaro se il villaggio sia sotto il controllo americano o sovietico (o ancora sia sotto il controllo di un organizzazione sopravvissuta al crollo del terzo reich). La lettura di alcuni elementi è ancor oggi difficoltosa (Gli elementi alieni sono reali, effetto di un'allucinazione dovuta alle droghe oppure fanno parte di una favola per bambini? Il rover è stato prodotto dagli umani?). Infine a volte i limiti auto-imposti da Patrick McGoohan al suo personaggio (niente scene troppo romantiche, niente uso di armi da fuoco) finiscono per impedire a Numero 6 ed a volte alla serie di esprimersi al meglio.

Una volta ignorate tutti questi problemi Il Prigioniero rimane una serie godibile. Pur non avendo un migliaio di puntate a suo attivo merita il suo posto fra le serie televisive classiche di fantascienza.

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